martedì 24 settembre 2019

CAPUA 2019 - COMMEMORAZIONE DELLA BATTAGLIA DEL VOLTURNO






Capua - Vive il ricordo dei Valorosi che combatterono gli stranieri invasori nell'autunno del 1860:  il loro valore non cadrà nell'oblìo.
Il cosiddetto "risorgimento", oggi lo sappiamo, è ben differente dalla bella favoletta che i libi di scuola propinano.
Poche luci e molte ombre: solo che le "ombre" sono quasi tutte dalla parte dei vincitori e le luci dalla parte dei "vinti".
Negli anni '60 del secolo scorso, dopo anni di silenzio grazie ad alcuni coraggiosi che "sapevano" o "non avevano dimenticato" inizia a squarciarsi  la spessa coltre di falsità voluta dal regime. 
I loro nomi?  Franco Molfese, Carlo Alianello, Gabriele Marzocco, Nicola Zitara. Michele Topa, Silvio Vitale che nel 1961 fonda l'Alfiere, (rivista tuttora esistente e pubblicata dal figlio Edoardo). 
Non sono pochi e spero mi scuserete se ne ho dimenticato qualcuno.
Grazie a loro si pubblicarono libri e si organizzarono convegni e cerimonie.
Soprattutto nei luoghi "simbolo" di quella tragica stagione che portò alla fine dell'indipendenza di tutti gli Stati della penisola (ad eccezione del Piemonte); Gaeta, protagonista dell'eroica resistenza dei Soldati, della popolazione e dei Sovrani Francesco e Maria Sofia; Messina, penultima fortezza a cadere nelle mani dello straniero invasore; Civitella del Tronto, ultima a cadere, dopo una epica resistenza, quasi un mese dopo la fine di Gaeta. 
Prima di rinchiudersi in Gaeta, però, l'esercito  delle Due Sicilie aveva, ahimè inutilmente, dato prova di grande valore affrontando gli invasori stranieri. nella cosiddetta Battaglia del Volturno.
Monumenti, lapidi e cimiteri di questa battaglia hanno sempre ricordato gli stranieri invasori (che paradosso considerando che la favoletta risorgimentalista aveva fatto della lotta allo straniero il suo motivo fondante): Addiruttura a Caiazzo, dove i borbonici aveva ottenuto una bella vittoria, nella piazza principale, una lapide ricorda i..... cacciatori bolognesi.
Ma si sa, VAE VICTIS.

una bella foto del "Comandante" Giovanni Salemi durate una delle precedenti edizioni dell'evento 

Nel 1997 un gentiluomo di Capua, il cui cognome rivela origini siciliane, il dott. Giovanni Salemi  decise  che anche i soldati che avevano difeso la Patria dovevano essere ricordati, il loro valore onorato.

in prima fila, da sinistra. l'avv. Franco Ciufo attuale Delegato SMOCSG per Abruzzi e Molise, il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, oggi Presidente del Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano, SAR la P.ssa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, attuale Gran Prefetto dell'Ordine e, parzialmente nascosto, il nob. dr. Antonio di Janni, Delegato Vicario SMOCSG per la Sicilia. In seconda fila si notano il col.  Giuseppe Simonetta, Ail casertano ndrea Mingione ed il "leuciano" preside Luigi Bologna (parzialmente nascosto)


il servizio di TGR Campania, edizione 2013

Creò così questa importante cerimonia che si affiancò a quelle svolte nei luoghi delle tre fortezze e che crebbe in importanza tantoda avere dedicato un servizio del TG regionale RAI e da avere per ben due volte un ospite molto importante: SAR la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie.



Era una sua "creatura" questa cerimonia e ad essa dedicò gran parte del suo tempo e delle sue energie fino al momento in cui, nel giorno del suo novantunesimo compleanno, decise di ricongiungersi ai Soldati che aveva  salvato dalla dimenticanza ed ai Sovrani che aveva imparato ad amare.

dopo la Celebrazione Eucaristica, una foto di gruppo di una delle passate edizioni

L'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, che in passato già aveva collaborato nella realizzazione di questo evento,  ha raccolto il testimone della cerimonia.
Già lo scorso anno, in verità, l'Istituto aveva cercato di far si che l'eredità del "Comandante" non andasse persa con la Sua scomparsa tenendo una  Celebrazione Eucaristica  in onore dei Soldati del 1860.
Ed insieme con loro si era ricordato anche l'ultimo combattente che, in ritardo, il primo novembre del 2017, si era riunito al  Reale Esercito di Sua Maestà il Re del Regno delle Due Sicilie.

Quest'anno la cerimonia seguirà il copione voluto dall'iniziatore:

SABATO 5 OTTOBRE 2019
Alle 15,00 ci si ritroverà in Corso Gran Priorato di Malta  davanti la Chiesa dei SS. Rufo e Carponio dove si terrà, più tardi, la S.Messa, poi

15,30 - parte militare con il lancio di una corona d'alloro in memoria dei Caduti, in via Conte Landone nei pressi della Chiesa di S.Maria delle Grazie, con una breve allocuzione tenuta dal prof. Vincenzo Gulì;

16,00 - Celebrazione Eucaristica in memoria dei Caduti, nella Chiesa dei SS. Rufo e Carponio, corso Gran Priorato di Malta;

17,00 -  convegno storico presso il liceo Musicale Garofano in via Pier delle Vigne (la via è di fronte la Chiesa). Prima dell'inizio dei lavori, gli allievi dell'Istituto eseguiranno l'Inno del Re di Giovanni Paisiello.



Giuseppe Catenacci RICORDO DEL COMM. GIOVANNI SALEMI
Pio Forlani.               PER LA PATRIA E PER IL RE
Fernando di Mieri   1799-1860 I BORBONE DI NAPOLI E LE POTENZE EUROPEE

19,00 - presso la Chiesa sconsacrata del Gesù Gonfalone (facente sempre parte del plesso scolastico), concerto eseguito da gli allievi del liceo.

21,00 - nella suggestiva cornice della Masseria GiòSole, si concluderà con una cena conviviale l'intensa giornata.

Ricordo che per la cena è necessario prenotarsi telefonando al 3488937213 oppure mandando u SMS allo stesso numero indicando nome cognome e numero dei posti prenotati.
Per informazioni chiamare lo stesso numero 3488937213




CAPUA 2019 - COMMEMORAZIONE DELLA BATTAGLIA DEL VOLTURNO







Capua - Vive il ricordo dei Valorosi che combatterono gli stranieri invasori nell'autunno del 1860:  il loro valore non cadrà nell'oblìo.
Il cosiddetto "risorgimento", oggi lo sappiamo, è ben differente dalla bella favoletta che i libi di scuola propinano.
Poche luci e molte ombre: solo che le "ombre" sono quasi tutte dalla parte dei vincitori e le luci dalla parte dei "vinti".
Negli anni '60 del secolo scorso, dopo anni di silenzio grazie ad alcuni coraggiosi che "sapevano" o "non avevano dimenticato" inizia a squarciarsi  la spessa coltre di falsità voluta dal regime. 
I loro nomi?  Franco Molfese, Carlo Alianello, Gabriele Marzocco, Nicola Zitara. Michele Topa, Silvio Vitale che nel 1961 fonda l'Alfiere, (rivista tuttora esistente e pubblicata dal figlio Edoardo). 
Non sono pochi e spero mi scuserete se ne ho dimenticato qualcuno.
Grazie a loro si pubblicarono libri e si organizzarono convegni e cerimonie.
Soprattutto nei luoghi "simbolo" di quella tragica stagione che portò alla fine dell'indipendenza di tutti gli Stati della penisola (ad eccezione del Piemonte); Gaeta, protagonista dell'eroica resistenza dei Soldati, della popolazione e dei Sovrani Francesco e Maria Sofia; Messina, penultima fortezza a cadere nelle mani dello straniero invasore; Civitella del Tronto, ultima a cadere, dopo una epica resistenza, quasi un mese dopo la fine di Gaeta. 
Prima di rinchiudersi in Gaeta, però, l'esercito  delle Due Sicilie aveva, ahimè inutilmente, dato prova di grande valore affrontando gli invasori stranieri. nella cosiddetta Battaglia del Volturno.
Monumenti, lapidi e cimiteri di questa battaglia hanno sempre ricordato gli stranieri invasori (che paradosso considerando che la favoletta risorgimentalista aveva fatto della lotta allo straniero il suo motivo fondante): Addiruttura a Caiazzo, dove i borbonici aveva ottenuto una bella vittoria, nella piazza principale, una lapide ricorda i..... cacciatori bolognesi.
Ma si sa, VAE VICTIS.

una bella foto del "Comandante" Giovanni Salemi durate una delle precedenti edizioni dell'evento 

Nel 1997 un gentiluomo di Capua, il cui cognome rivela origini siciliane, il dott. Giovanni Salemi  decise  che anche i soldati che avevano difeso la Patria dovevano essere ricordati, il loro valore onorato.

in prima fila, da sinistra. l'avv. Franco Ciufo attuale Delegato SMOCSG per Abruzzi e Molise, il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, oggi Presidente del Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano, SAR la P.ssa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, attuale Gran Prefetto dell'Ordine e, parzialmente nascosto, il nob. dr. Antonio di Janni, Delegato Vicario SMOCSG per la Sicilia. In seconda fila si notano il col.  Giuseppe Simonetta, Ail casertano ndrea Mingione ed il "leuciano" preside Luigi Bologna (parzialmente nascosto)

il servizio di TGR Campania, edizione 2013

Creò così questa importante cerimonia che si affiancò a quelle svolte nei luoghi delle tre fortezze e che crebbe in importanza tantoda avere dedicato un servizio del TG regionale RAI e da avere per ben due volte un ospite molto importante: SAR la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie.

Era una sua "creatura" questa cerimonia e ad essa dedicò gran parte del suo tempo e delle sue energie fino al momento in cui, nel giorno del suo novantunesimo compleanno, decise di ricongiungersi ai Soldati che aveva  salvato dalla dimenticanza ed ai Sovrani che aveva imparato ad amare.

dopo la Celebrazione Eucaristica, una foto di gruppo di una delle passate edizioni

L'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, che in passato già aveva collaborato nella realizzazione di questo evento,  ha raccolto il testimone della cerimonia.
Già lo scorso anno, in verità, l'Istituto aveva cercato di far si che l'eredità del "Comandante" non andasse persa con la Sua scomparsa tenendo una  Celebrazione Eucaristica  in onore dei Soldati del 1860.
Ed insieme con loro si era ricordato anche l'ultimo combattente che, in ritardo, il primo novembre del 2017, si era riunito al  Reale Esercito di Sua Maestà il Re del Regno delle Due Sicilie.

Quest'anno la cerimonia seguirà il copione voluto dall'iniziatore:

SABATO 5 OTTOBRE 2019
Alle 15,00 ci si ritroverà in Corso Gran Priorato di Malta  davanti la Chiesa dei SS. Rufo e Carponio dove si terrà, più tardi, la S.Messa, poi

15,30 - parte militare con il lancio di una corona d'alloro in memoria dei Caduti, in via Conte Landone nei pressi della Chiesa di S.Maria delle Grazie, con una breve allocuzione tenuta dal prof. Vincenzo Gulì;

16,00 - Celebrazione Eucaristica in memoria dei Caduti, nella Chiesa dei SS. Rufo e Carponio, corso Gran Priorato di Malta;

17,00 -  convegno storico presso il liceo Musicale Garofano in via Pier delle Vigne (la via è di fronte la Chiesa). Prima dell'inizio dei lavori, gli allievi dell'Istituto eseguiranno l'Inno del Re di Giovanni Paisiello.


Giuseppe Catenacci RICORDO DEL COMM. GIOVANNI SALEMI
Pio Forlani.               PER LA PATRIA E PER IL RE
Fernando di Mieri   1799-1860 I BORBONE DI NAPOLI E LE POTENZE EUROPEE

19,00 - presso la Chiesa sconsacrata del Gesù Gonfalone (facente sempre parte del plesso scolastico), concerto eseguito da gli allievi del liceo.

21,00 - nella suggestiva cornice della Masseria GiòSole, si concluderà con una cena conviviale l'intensa giornata.

Ricordo che per la cena è necessario prenotarsi telefonando al 3488937213 oppure mandando u SMS allo stesso numero indicando nome cognome e numero dei posti prenotati.
Per informazioni chiamare lo stesso numero 3488937213




domenica 1 settembre 2019

1 settembre 1999-2019 In ricordo di Michele Topa

Riceviamo dal carissimo amico Erminio de Biase questo bel ricordo di Michele Topa.


Appresi la notizia della sua morte, quel 1°settembre 1999, mentre ero in auto, insieme con Silvio Vitale - altro pilastro del revisionismo storico delle Due Sicilie - e Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico. Ci accompagnava anche il battagliero Gabriele Marzocco, compianto amico di tutti noi. Eravamo diretti a Sala Consilina, in provincia di Salerno, invitati dall’allora dirigente della locale Pro Loco che, attraverso di noi, voleva far sapere ai suoi concittadini quanto poco ci fosse, in realtà, da festeggiare nelle loro tradizionali “giornate garibaldine”. Eravamo in pochi, ma eravamo una falange molto determinata.



La notizia della sua scomparsa mi sembrò un segnale del destino, un ideale passaggio di testimone. Era quella, infatti, una delle primissime volte in cui parlavo in pubblico e le cose che sapevo e che avrei dovuto trasmettere agli altri erano quelle apprese nei suoi scritti, attraverso i quali mi si erano aperti gli occhi sulla vera Storia del Meridione e in quelle che mi disse a voce quando ero voluto andare ad incontrarlo, pochi anni prima, in quel sorridente angolo di Baviera, dove viveva e dove adesso riposa.

Erminio de Biase


Se in questi vent’anni sono sempre più numerosi quelli che hanno riscoperto in se stessi l’orgoglio di appartenere ad un Paese che è stato grande, lo dobbiamo anche e, forse, soprattutto ai suoi scritti che hanno riacceso in ognuno di noi un orgoglio meridionale che, forse, non sapevamo di avere ma che, nonostante tutto, non s’era mai sopito. Per tale motivo, sentii il bisogno di salutarlo in questo modo:


Addio Michè
Ô munno ‘a verità Te ne si’ ghiuto,
ma ll’ata verità ca tu screviste:
‘e nu Paese ch’era bello e gruosso,
‘a Terra d’’e Burbune e d’’e Brigante
e che, pe ‘nfamità, fuje scamazzato,
chella no, chella, pe Ddio, cà resta!
Comm’ a ‘na bannera ‘nfaccia ô viento,
sporca e stracciata, ma c’ ‘o core a ‘into;
‘o stessu core ‘e nu napulitano,
ca ogge, salutanneTe ‘a luntano,
vo’ chiagnere e cantà ‘nzieme a ‘sti vierze.

Erminio de Biase




riportiamo inoltre alcune parole che Erminio ebbe a scrivere nel decimo anniversario della scomparsa di questo grande personaggio:



Pochi ignorano ancora che Michele Topa, insieme con Carlo Alianello, è un pilastro portante della rivisitazione storica di quello che fu il Regno delle Due Sicilie. I suoi libri, infatti, Così finirono i Borbone di Napoli e I Briganti di sua Maestà, insieme con i saggi ed i romanzi dello scrittore lucano, cominciarono a squarciare quella spessa cortina di menzogne che alimenta il mito del Risorgimento. Fu grazie alla lettura del suo libro, infatti, nel lontano 1968, che abbracciai convinto e senza ulteriori dubbi la causa duo-siciliana, a dispetto della storiografia ufficiale che, fino a quel momento e soprattutto attraverso la scuola, aveva fatto di me un ennesimo ignorante “storico”. Nel loro differente modo di scrivere, inoltre, Carlo Alianello e Michele Topa si integrano non sovrapponendosi perché, pur raccontando le stesse verità, lo fanno in maniera differente: l’uno con lo stile avvincente del romanziere, l’altro con il classico taglio del giornalista: concreto e deciso che va subito al cuore delle cose.


Conobbi Michele Topa nel 1995 quando, recandomi a Londra per raccogliere materiale d’archivio per il mio primo libro, volli fermarmi appositamente da lui che viveva in Germania, per conoscerlo, per parlargli ma, soprattutto, per poter avere l’occasione di stringere la mano a colui che, in un certo senso, aveva dato il la alla mia formazione di studioso del Regno delle Due Sicilie. Il suo primo libro, Così finirono i Borboni a Napoli (la I edizione aveva la copertina azzurra) mi spiegò, nacque per caso. Esso fu, in realtà, la raccolta di tutti gli articoli che egli aveva redatto, originariamente a puntate, per una rubrica de Il Mattino, il quotidiano di Napoli per il quale, all’epoca, scriveva. Fu un successo inaspettato quello che i lettori gli decretarono, tanto che fu deciso di raccoglierli in un volume che venne dato, poi, in omaggio agli abbonati a Natale del 1960. Quel testo, ora una rarità, è stato il primo mattone della mia biblioteca borbonica. Successivamente, all’inizio degli anni ’90, il libro fu ristampato in veste più elegante e ricca, nello stesso stile in cui, qualche anno dopo, avrebbe visto la luce I Briganti di Sua Maestà, un saggio sul cosiddetto Brigantaggio che -precedentemente- era stato pubblicato, sempre a puntate, su La Tribuna Illustrata. Anche questo suo libro ebbe per me un particolare significato: dalla sua bibliografia, infatti, trassi lo spunto per il mio secondo scritto. Per questi motivi, dunque, non posso non considerare Michele Topa come mia personale Musa ispiratrice. Ancora oggi, a tanti anni di distanza dalla loro pubblicazione, di tanto in tanto nelle vetrine dei librai o sulle bancarelle rispuntano, come fossero stati appena ristampati, i libri di Michele Topa (misteri di Napoli!) lavori che, scaturiti da tanta amorevole fatica, da tanta ricerca appassionata, gli produssero immensa soddisfazione, sebbene, a quanto mi risulta,  solo a livello… “morale”.

Erminio de Biase

lunedì 17 giugno 2019









REAL COLONIA di SAN LEUCIO: Sarebbe stato contento, il comm. Giovanni Salemi, primo presidente dell'Istituto, scomparso due anni orsono, e certamente avrebbe partecipato volentier, in prima fila come suo solito a questa ennesimo evento organizzato dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie.



Un'occasione importante, 230 anni dello Statuto Leuciano, in una sede prestigiosa ed importante: il Belvedere di San Leucio.

l'avv.. Carlo Marino, Sindaco di Caserta

Il sindaco di Caserta, avv. Carlo Marino ha ringraziato gli organizzatori per l'ottima riuscita e portato il saluto della città,  il cav. Giancarlo Rinaldi, ha salutato i presenti per conto dell'Istituto, ringraziando il Sindaco, l'Assessore Tiziana Petrillo, le associazioni leuciane, con cui è proseguito una proficua collaborazione  iniziata con la riuscitissima presentazione del libro di Fernando Riccardi sul brigantaggio postunitario: la Pro Loco Real Sito di San Leucio e l'Associazione Corteo Storico di San Leucio, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Santa Maria C.V., la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, l'Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniani. (Una particolarità: tutti i relatori sono cavalieri dell'Ordine Coastantiiano).

da sin.: Alberto Zaza d'Aulisio (parzialmente coperto), Fernando Riccardi, Concetta Bologna, Giancarlo Rinaldi, Giuliano Capecelatro di Morrone

Domenico Villano e Donato Scialla, presidenti delle due associazioni leuciane sopra ricordate hanno porto il saluto delle rispettive associazioni, compiaciuti per l'ottimo lavoro compiuto, testimoniato da una sala (la sala intitolata a Sossietta Scialla, di cricca 200 posti) gremita, hanno ricordato anche i prossimi appuntamenti a San Leucio : la Sagra delle Pallottole ed il Corteo Storico.
L'avv. Renato Iaselli, vicepresidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati sammaritani ha portato i saluti dell'associazione e del suo presidente , avv. Adolfo Russo,  assente per impegni concomitanti.
Alberto Zaza d'Aulisio

Tra i tanti presenti, il dr. Luigi Cobianchi, il col. Donato Montefiore, la dr.ssa Carmen Nugnes, l'amico napoletano Vincenzo Martongelli, l'avv. Giampaolo Iaselli che è stato Sindaco ed anche Presidente della Provincia di Caserta, l'amico Andrea Mingione.



Cito inoltre alcuni "confratelli costantiniani" della cui presenza siamo stati  particolarmente felici:
Enzo de Maio, Pietro Valle con la gentile Signora, l'amm. Pio Forlani e, ultimo ma non ultimo per importanza, il dr. Giuseppe Catenacci, presidente onorario dell'Associazione Ex Allievi Nunziatella.



A quest'ultimo  un particolare ringraziamento per aver donato ai relatori alcuni pamphlet curati dallo stesso e dal dr. Francesco Maurizio Di Giovine e pubblicati dalla importante associazione.



Un doveroso ringraziamento inoltre ai Maestri Benedetto Vecchio e Gennaro Del Prete che, intervallando le relazioni con brani musicali del '700, graditissimi dal pubblico, hanno non poco contribuito al successo dell'evento.




Al termine del Convegno, i tre relatori, Fernando Riccardi, Giuliano Capecelatro di Morrone, Alberto Zaza d'Aulisio e la coordinatrice Concetta Bologna, hanno ricevuto il dono offerto dal presidente onorario dell'associazione. ex Allievi Nunziatella, inoltre il cav. Rinaldi, per conto dell'Istituto, ha consegnato alcuni diplomi di benemerenza alle persone che hanno lavorato e contribuito alla realizzazione del convegno:
Domenico Villano e Donato Scialla in primis, Luigi Cobianchi, Adolfo Russo e Renato Iaselli, Angela Sgueglia ed Antonio Fusaro, Federica de Gregorio Cattaneo di Sant'Elia, Giuliano Buccino Grimaldi, Eugenio Donadoni ed altri 




mercoledì 22 maggio 2019

230 ANNI DELLO STATUTO LEUCIANO - CONVEGNO AL BELVEDERE DI SAN LEUCIO




la locandina dell'evento

Caserta - “Nessun uomo, nessuna famiglia, nessuna città, nessuno Regno può sussistere, e prosperare senza il timor santo di Dio. Dunque la principal cosa, che Io impongo a voi, è l'esatta osservanza della sua santissima Legge.” 


Con queste parole comincia lo Statuto che il Re  di Napoli Ferdinando IV volle dare alla Real Colonia di San Leucio: un utopia, un sogno, una città modello, Ferdinandopoli, che il Sovrano tramutò in realtà. Una siffatta città ideale, divenuta sito per la lavorazione su scala industriale della seta, necessitava di un codice di leggi contenente i principi fondamentali che avrebbero dovuto guidare la comunità e favorirne il florido sviluppo. Fu così che nel 1789 nacque lo Statuto di San Leucio o Codice Leuciano, un chiaro esempio di norme ispirate ad ideali di uguaglianza sociale e di solidarietà.





A questo esempio più unico che raro di Utopia “Reale”(nella duplice accezione “del Re” ed “effettiva”), a duecentotrenta anni dalla sua firma, è dedicato il convegno che l’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie terrà proprio nel Belvedere di San Leucio  sabato 1 giugno p.v. alle ore 17,00.


A fianco dell’Istituto prestigiose istituzioni: in primis la Pro Loco Real Sito di San Leucio con il suo presidente Domenico Villano, l’Associazione Corteo Storico con il suo presidente Donato Scialla, ma anche la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro il cui presidente Avv. Alberto Zaza d’Aulisio sarà uno dei relatori, l’Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniano ed il suo presidente il Marchese Avv. Giuliano Buccino Grimaldi, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria C.V. con il suo presidente avv. Adolfo Russo.

veduta aerea del Belvedere
Riconoscendo l’importanza dell’evento, la Regione Campania, il Comune di Caserta, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e l’Associazione Culturale Prometeo hanno volentieri concesso il loro patrocinio ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha concesso tre crediti formativi agli iscritti che parteciperanno al convegno.


leuciani in abiti settecenteschi sfilano per il "Corteo Storico"

Oltre all’avvocato Zaza, gli altri due importanti relatori saranno il dr. Fernando Riccardi, presidente dell’Istituto ed il dr. Giuliano Capecelatro di Morrone, storico del diritto.

telai settecenteschi, restaurati ed ancora perfettamente funzionanti
Musicisti leuciani  in abiti d'epoca interpreteranno brani  musicali del '700.


abitanti di San Leucio in abiti settecenteschi

Siamo certi che anche quest’ultimo evento organizzato dall’Istituto si aggiungerà  ai  successi passati tra cui ricordiamo la presentazione sul libro dedicato al Principe Alfonso di Borbone, Conte di Caserta (2014) presso l’allora Jolly Hotel, il convegno su la Regina Maria Sofia a Napoli (2015), la celebrazione Eucaristica (2016) alla Vaccheria in onore della Beata Regina consorte del Regno delle Due Sicilie Maria Cristina di Savoia officiata da S.A.R. il M. Rev. Don Alessandro di Borbone delle Due Sicilie, i convegni sul cardinale Riario Sforza (2017) a Roma nel Palazzo della Cancelleria Apostolica ed a Napoli in Castel Capuano.

lunedì 8 aprile 2019

SAN GIORGIO A CREMANO: UN BUSTO ED UNA PIAZZA DEDICATI A RE CARLO DI BORBONE





A San Giorgio a Cremano, importante centro del napoletano,  l’11 novembre scorso, l’amministrazione comunale con in testa il sindaco Giorgio Zinno e l’assessore, Pietro De Martino (Urbanistica e Patrimonio), propose di cambiare l’odonimo della piazza principale della città da Vittorio Emanuele II di Savoia Carignano, a Carlo di Borbone, capostipite della dinastia che regnò su Napoli e Sicilia per 127 anni dal 1734 al 1861.

Giuseppe Bonito: Carlo Re delle Due Sicilie, sec. XVIII

La decisione venne poi favorevolmente accolta e approvata sia dalla Prefettura di Napoli che dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Società Napoletana di Storia Patria, a riprova di quanto ancora oggi la figura di Re Carlo riesca ad essere unificante delle diverse sensibilità storiche.
Piazza Carlo di Borbone, in fondo l'edificio che ospita il Comune e dove verrà collocato il busto

Un riconoscimento al sovrano illuminato per le innumerevoli opere realizzate, nel Meridione e in particolare a Napoli e nell’area vesuviana“, spiega il Sindaco Zinno. La proposta – prosegue – è dell’assessore alla Toponomastica, Pietro De Martino ed è frutto di un percorso realizzato anche grazie alla Commissione Toponomastica locale e alla Scuola Massaia con il dirigente Enzo De Rosa, che ha compiuto uno studio sull’argomento presentato durante un convegno pubblico su Carlo di Borbone che ricevette il consenso unanime dei partecipanti”.

da sin.: il Delegato Costantiniano per la Campania Federica de Gregorio Cattaneo di Sant'Elia, SAR la Principessa Beatrice, Gran Prefetto, il sindaco dr. Giorgio Zinno

L’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie apprezzando non poco la felice scelta ha deciso di offrire un busto raffigurante il sovrano. L’opera, realizzata dall’artista napoletano Guglielmo Muoio, guglielmomuoio.it arsneapolitana.it fornitore della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, verrà collocata nella sede del Comune di San Giorgio a Cremano ed inaugurato assieme alla piazza  Sabato 13 aprile p.v., con inizio alle ore 10,00.

Gugliemo Muoio al lavoro nel suo negozio in via de' Tribunali

Accolta dal Sindaco e dalla cittadinanza, sarà proprio SAR la Principessa Béatrice di Borbone delle Due Sicilie, sorella del Capo della Real Casa, il Duca di Castro, e Gran Prefetto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, a scoprire il busto e ad inaugurare la piazza che porterà il nome del Suo grande Avo. 

il busto donato dall'Istituto, quasi terminato, ancora nella bottega dell'autore


Ad accompagnare la Principessa, la Marchesa Federica de Gregorio Cattaneo dei Principi di Sant’Elia, Delegato per Napoli e Campania del prestigioso Ordine insieme con alcuni cavalieri. 

SAR la Principessa Beatrice ed il Suo Augusto fratello, SAR il Principe Carlo, Duca di Castro, Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro egli Ordini Dinastici.

Non è nuovo il Comune a queste belle iniziative: grazie anche alla sensibilità dell’arch. Aldo Vella, che ricoprì l’incarico di primo cittadino, San Giorgio,  ha una piazza dedicata all’indimenticabile Massimo Troisi ed una via che ricorda gli operai di Pietrarsa trucidati da i  “fratelli” bersaglieri (quegli stessi “fratelli bersaglieri” che mostrarono uguale amorevole cura agli abitanti di Pontelandolfo e Casalduni).

SAR la Principessa Beatrice con il compianto ed indimenticabile  comm. Giovanni Salemi







lunedì 24 dicembre 2018

S. NATALE 2018



Agli amici e alle amiche dell'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie giungano gli auguri di un lieto e sereno Natale!


Il cielo