mercoledì 9 aprile 2014

La risposta a Galasso che ilCorriere (ovviamente) non pubblica


La risposta a Galasso che ilCorriere (ovviamente) non pubblica

Di seguito proponiamo lo scaltro articoletto apparso sul Corriere del Mezzogiorno del 6 aprile 2014 e la risposta del direttore de L'Alfiere Edoardo Vitale



Giuseppe Galasso

Ed ecco la risposta non pubblicata dal "Corriere"
 
Egregio Direttore,
l’offensiva negazionista sulla storia del Sud è da tempo scattata. Uno stuolo di guastatori, quasi tutti neofiti del settore, si lanciano goffamente all’attacco di alcuni presunti caposaldi della storiografia revisionista. Allo squillo di esili trombette risponde pomposa la fanfara mediatica, con interpello di polemisti spesso solo apparentemente contrapposti, perché a difesa della parte revisionista vengono per lo più chiamati, secondo uno stratagemma vecchio come il cucco, personaggi inattendibili o folkloristici che indirettamente finiscono per avvantaggiare i sostenitori dell’ammuffito dogma risorgimentale.
I pezzi grossi intervengono a sostegno, profittando del polverone creato dai guastatori (e da certi loro sprovveduti contraddittori!), per cercare di assestare qualche fendente retorico e di screditare in toto quanti hanno fatto emergere, sulla storia del Sud, una verità ben diversa da quella di comodo che altri, imperterriti, hanno colpevolmente avallato.
Un piccolo, ma illuminante saggio di questa tattica ce lo offre Giuseppe Galasso con il suo ineffabile intervento sul Corriere del Mezzogiorno del 6 aprile 2014, introdotto dal titolo, cinico e grottesco, I sudisti e il cranio di Villela. Esso si segnala per la capziosa tecnica persuasiva e gli espedienti dialettici cui il blasonato storico liberale non esita a ricorrere per sminuire e mettere alla berlina quella presa di coscienza che rischia di travolgere quasi 154 anni di menzogne convenzionali.
L’esordio è tutto per l’antropologa calabrese trapiantata a Padova, che ha profuso il suo “sagace studio” al fine di stabilire se Giuseppe Villela, il cui teschio è conservato nel Museo Lombroso di Torino, fosse un combattente o un delinquente comune, concludendo per la seconda ipotesi: era “un povero ladro”, ha dichiarato a La Stampa, proclamando di aver voluto difendere “il Museo Lombroso e l'operato dell'Università di Torino, entrambi accusati assurdamente di avallare teorie razzistiche” .

il dr. Edoardo Vitale, editore de "l'Alfiere", storica rivista fondata nel lontano 1960 dall'avv. Silvio Vitale

Da biasimare con fermezza ogni illecita intemperanza nei confronti dell’autrice dell’“agile volume”, pubblicato in una collana diretta dal noto Alessandro Barbero (dei cui metodi storiografici si è già occupato il n. 61 de L’Alfiere), ma  non si può fare a meno di rilevare quanto sia singolare lo zelo con cui certi intellettuali, per decenni impassibili come mummie di fronte ai colossali disastri, ancora in gran parte da svelare, di una rapace invasione mascherata da liberazione, si straccino le vesti dinanzi a qualche eccesso, vero o presunto, della libera ricerca storica.
Ora è Galasso, accorrendo dalle retrovie, a portare il suo contributo addirittura alla difesa di Lombroso. Lo fa, però, cominciando con una trovata puerile che non accresce certo il suo prestigio. Sceglie un frammento di prosa invasata, che ritiene possa gettare ridicolo sullo schieramento “borbonico”, guardandosi bene dal citarne l’autore, per evitare di ricevere smentite, e la eleva a emblema dell’avverso modo di interpretare la storia recente. Eh no, don Giuseppe, così non vale…
Ma dopo questa tirata che non conta nulla, duetta con la Milicianella spericolata protezione di Lombroso, “il cui razzismo … rientra nella cultura del Positivismo europeo, senz’alcun senso antimeridionale, voluto o no”. Ma, abbia pazienza, Giuseppe Galasso, per qualificare Marco Ezechia Lombroso detto Cesare come razzista non basta sapere quello che lei stesso ammette, ossia che questo emerito veronese rastrellava e catalogava i crani (anche) dei meridionali traendone conclusioni circa presunte inclinazioni delinquenziali dei medesimi e che dalle sue ricerche è nata la teoria secondo la quale essi appartenevano a una razza inferiore? Lei trova davvero rilevante sapere se egli nutrisse sentimenti ostili agli uomini del Sud, come la stragrande maggioranza degli artefici dell’invasione del Mezzogiorno oppure si limitasse a provare una sensazione di tranquilla superiorità verso gli sventurati abitanti della Bassa Italia? Non scherzi, almeno quando parla di morti.
Altro argomento insignificante sta nell’invocare l’origine meridionale di personaggi solidali o indulgenti con Lombroso. Tutte le colonie, anche quelle “interne”,  sono state edificate con l’ausilio, avventato o calcolato, ingenuo o astuto, di collaborazionisti, non pochi dei quali, nel caso delle Due Sicilie, ebbero un sussulto di tardiva resipiscenza, laddove altri sull’oppressione del proprio popolo prosperarono e prosperano. Quindi, Galasso, non invochi a sostegno di un’opinione l’origine geografica di chi la sostiene, anche perché, altrimenti potremmo sommergerla con infinite citazioni di provenienza boreale.
Ma quello che proprio è inaccettabile, in questo “agile” pezzo giornalistico, è quanto non vi è scritto. Dopo aver sparso discutibile ironia, al ritmo di una logica claudicante e all’insegna di un’affettata supponenza, Giuseppe Galasso trascura il dato più eclatante della materia trattata: l’esistenza, in un “museo” piemontese, di resti umani esposti al pubblico come reperti animali. Egli non se ne indigna, e anzi difende l’istituzione di Torino. Non possiamo che prenderne atto. Meridionale anche lui? Abbiamo detto che ciò non prova nulla.
Ben sappiamo che la storiografia conformista vorrebbe relegare le sofferenze del Sud in un ideale, grande Museo Lombroso, sotto la formalina dell’irreversibile, consumata ingiustizia. Ma l’attualità di quelle sofferenze, perpetuatesi anche grazie alla connivenza di chi ha cercato di chiudere le finestre a ogni vento di verità, ci impedisce di condividere questo auspicio. E pur rivendicando quell’obiettività che può abbracciare solo chi la verità non la teme, proclamiamo il diritto sacrosanto di ricordare le vittime misconosciute e calunniate di quegli eventi e di operare perché il nostro popolo torni artefice del suo destino.
                                                                                               Cordialmente
                                                                               Edoardo Vitale, direttore de L’Alfiere



Per saperne di più su l'Alfiere:
http://www.lalfiere.it/chisiamo.php

martedì 1 aprile 2014

Viva 'o Rre!!!!


NAPOLI: Dopo il successo della prima serata, torna il secondo appuntamento che propone un'imperdibile spettacolo portato in scena da Gennaro Di Colandrea e Michele Schiano di Cola. Non mancheranno scambio di opinioni sui fatti accaduti tra un bicchiere di vino, qualche assaggio gastronomico e, infine, il caffè. 


Nella serata verrà presentata anche la neonata associazione AS.CO.MER. che, come primo atto concreto, darà l'occasione di acquistare il biglietto del concerto di Eddy Napoli e Francesca Schiavo al prezzo di 18,00 euro anzichè 25. Vi aspettiamo ma vi raccomandiamo di confermare la presenza poichè i posti sono davvero limitatissimi.




lunedì 31 marzo 2014

Luciano Salera a Caserta nell'ultimo incontro dei Seminari Storici




Anche quest'anno il Liceo Manzoni di Caserta ha ospitato i Seminari di Studi Storici organizzati dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie.
Nei tre incontri precedenti, seguendo il tema di quest'anno "FATTI e MISFATTI DELL'UNITA' ITALIANA", si è parlato del mistero che avvolge la morte  di Ippolito Nievo con il giornalista e storico Fernando Riccardi; della famigerata "Legge Pica" con l'avv. Antonio Sciaudone ed infine, con il noto giornalista de "Il Mattino", Gigi Di Fiore, si è parlato delle stragi di Pontelandolfo e Casalduni.
A conclusione del ciclo di incontri di quest'anno, venerdì 4 aprile alle ore 11,00, sarà lo scrittore e storico napoletano Luciano Salera a parlare ai ragazzi sul tema "La Storia Manipolata".
Da parte di tutto l'Istituto ed in particolare del suo presidente, comm. Giovanni Salemi, un grazie sentito agli oratori che hanno partecipato ai Seminari di quest'anno.
Un sentito ringraziamento va anche alla dinamica Dirigente Scolastica, prof. Adele Vairo, alle sue collaboratrici, prof.sse Titti Farina e Rossella Salvato ed a tutti i docenti le cui classi hanno partecipato ai Seminari.
Ma soprattutto un ringraziamento va ai ragazzi per l'interesse che sempre, fin dalla prima edizione, hanno mostrato nei confronti degli argomenti trattati.




LUCIANO SALERA è nato a Napoli; laureato in economia e commercio, ha sempre coltivato una forte passione per la storia di Napoli e del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle vicende del Regno delle Due Sicilie orientando tutto il suo impegno a ricostruire finalmente una storia verità documentata, non inventata e non succube della vulgata imposta da una sciocca e retorica propaganda.



LA SANITA' AL TEMPO DEI BORBONE



Prendendo le mosse da un’esposizione realizzata nel 2010 in occasione della celebrazione della fondazione dell’ospedale che si festeggia il 23 marzo, è stato istituito il primo nucleo di un museo di storia della medicina che ha attualmente una sala biblioteca e quattro sale espositive dove sono confluite una collezione privata di libri e strumenti medici, donazioni e beni di carattere storico-sanitario provenienti da antiche strutture ospedaliere afferenti all’ASL NA1 Centro, di cui il Museo rappresenta anche il centro di catalogazione, documentazione e ricerca.
Oggi parte del monastero delle pentite ospita il Museo delle Arti Santarie e di Storia della Medicina. I lavori di allestimento delle sale hanno portato alla luce uno scalone del Cinquecento in piperno con colonnato binato in marmo bianco.
Nel cortile degli Incurabili, tra l’elegante piperno, le corti cinquecentesche e le antiche sale dell’ospedale fondato dalla beata Lorenza Longo, si respira un barocco un po’ speciale: qui l’arte aiuta a guarire.

L’ampio scalone in piperno sul versante sud del cortile incurabilino conduce ad un edificio facente parte dell’originario corpo architettonico cinquecentesco, sede dell’ex monastero delle Convertite, meglio note come Pentite, poiché si trattava di prostitute redente da Maria Lorenza Longo che aspiravano ad una vita pia e di redenzione. Esse erano per lo più impiegate per l’assistenza alle luetiche ricoverate, avendo già contratto verosimilmente la malattia. Sullo scalone è inserito in maniera inconsueta un pozzo detto “dei pazzi” per ricordare la presenza dei matti agli Incurabili sino alla fondazione del manicomio di Aversa in età murattiana. Il pozzo privo da sempre di una funzione idrica lascia immaginare una funzione terapeutico-punitiva collegata con le leggende del Maestro dei pazzi Giorgio Cattaneo (Mastro Giorgio) che non lesinava le battiture come programma di cura insieme a lavori forzati no-sense.
Il Museo delle Arti Sanitarie accoglie il pubblico negli ambienti dell’ex-monastero delle Convertite, nel nucleo più antico dell’imponente complesso degli Incurabili. Vecchi ferri chirurgici, farmacie portatili, antichi strumenti medici, stampe anatomiche e libri sono disposti tematicamente e voglio no salvare la memoria della Scuola Medica Napoletana: oltre cento pezzi esposti nelle prime due sale del Museo illustrano le prati che operatorie di un tempo e le straordinarie vicende dell’Ospedale del Reame. In questo Ospedale nascono le specialità mediche e le discipline sanitarie. 

Il prossimo 11 aprile, in questi prestigiosi locali, dopo la presentazione che si terrà in mattinata nel Teatrino di Corte a Palazzo Reale, alle 17,00 verrà inaugurata l'interessantissima mostra "LA SANITA' AL TEMPO DEI BORBONE".

SARANNO PRESENTI LE LL.AA.RR. IL DUCA E LA DUCHESSA DI CASTRO, CARLO E CAMILLA di BORBONE DUE SICILIE, CAPO DELLA REAL CASA E GRAN MAESTRO DEGLI ORDINI DINASTICI, NONCHÉ S.A.R. LA PRINCIPESSA BEATRICE di BORBONE DUE SICILIE,



In Auto:
Provenendo dall’autostrada ROMA – NAPOLI – A1
Imboccare la tangenziale Est di Napoli direzione Pozzuoli ed uscire allo SVINCOLO DOGANELLA CAPODICHINO dopodiché raggiungere Via Don Bosco, Piazza Carlo III e proseguire lungo Via Foria sino alla fine. All’incrocio svoltare verso Via Enrico Pessina, proseguire per pochi metri e svoltare nuovamente a sinistra per imboccare Via Broggia circa150 m; Svoltare a sinistra e imboccare Via Santa Maria di Costantinopoli per 140 m; All’incrocio svoltare leggermente a destra e proseguire per Napoli 130 m; prendere la 1° a destra in corrispondenza di Via Maria Longo


Provenendo dall’Autostrada SALERNO – NAPOLI
Imboccare la tangenziale Est di Napoli direzione Pozzuoli ed uscire allo SVINCOLO DOGANELLA CAPODICHINO dopodiché raggiungere Via Don Bosco, Piazza Carlo III ed imboccare Via Foria sino alla fine; All’incrocio svoltare verso Via Enrico Pessina, proseguire per pochi metri e svoltare nuovamente a sinistra per imboccare Via Broggia circa150 m; Svoltare a sinistra e imboccare Via Santa Maria di Costantinopoli per 140 m; All’incrocio svoltare leggermente a destra e proseguire per 130 m; prendere la 1° a destra in corrispondenza di Via Maria Longo
In Treno
Dalla Stazione Garibaldi – 
con la linea 2 della Metropolitana si può giungere alla fermata “Cavour” ed attraversando il sottopassaggio prendere la linea 1 e scendere alla fermata “Museo”. All’uscita attraversare di fronte, svoltare a sinistra e percorrere pochi metri prima di girare a destra e salire verso via Maria Lorenza Longo


In Metropolitana

Linea 1: fermata Museo. All’uscita attraversare di fronte, svoltare a sinistra e percorrere pochi metri prima di girare a destra e salire verso via Maria Lorenza Longo
In Autobus
Da Piazza Garibaldi prendere l’autobus n°201 e scendere alla fine di via Foria (direzione Museo Archeologico Nazionale) davanti la fermata della Metropolitana

In Aereo

Dall’Aeroporto di Capodichino, prendere un taxi oppure l’autobus (ANM) arriva fino al centro di Napoli (stazione ferroviaria Napoli Centrale) e più avanti fino al porto. Gli autobus navetta vanno alla stazione ed a Piazza Municipio nel centro di Napoli.

Nei dintorni
Museo Archeologico Nazionale; Cappella Sansevero; Chiesa del Gesù Nuovo; Chiesa di Santa Chiara; Chiesa di Sant’Angelo a Nilo; Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta e Campanile omonimo; Chiesa del Purgatorio ad Arco; Chiesa di San Paolo maggiore; Chiesa di San Lorenzo maggiore; Napoli Sotterranea.


martedì 11 marzo 2014

XLIV INCONTRO TRADIZIONALISTA DI CIVITELLA DEL TRONTO 22-23 marzo 2014



Con l’aiuto di Dio, ci accingiamo a salire per il quarantaquattresimo anno consecutivo la rocca di Civitella del Tronto per incontrarci in una terra a noi sacra perché bagnata dal sangue di uomini, donne, fanciulli e soldati che rifiutarono il processo annessionistico e di omologazione liberale violentemente imposti nel 1860-61 al fine di difendere la Tradizione. Per questa ragione il Tradizionalismo ha raccolto a Civitella del Tronto, anno dopo anno, le persone che hanno voluto ricollegarsi alla propria memoria storica ed alla Patria cristiana. Ad esse ha offerto il proprio modo di sentire la storia ed il tempo presente. Sono stati affrontati tanti temi, sempre al fine di recuperare la memoria storica quale premessa indispensabile per risvegliare nei più l’identità smarrita.
Ed ancora, abbiamo cercato di diffondere lo spirito della milizia cristiana basato sull’onestà di intenti, sulla lealtà reciproca, sull’annientamento dei personalismi e sulla fedeltà ai principii dei nostri avi. Di anno in anno abbiamo offerto nuovi contributi alla riflessione dei presenti. Abbiamo sempre conservato la purezza di intenti dei primi incontri e non abbiamo mai cercato finanziatori che avrebbero snaturato, se non condizionato, il nostro modo di agire. Ogni iniziativa fatta nel corso degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto è stata finanziata con le offerte dei partecipanti. Intendiamo andare avanti con questo spirito e per tale motivo già da molti anni abbiamo posto gli Incontri sotto la protezione di San Benedetto Giuseppe Labre, uomo di Dio, che della povertà fece l’arma per convertire i miscredenti.
Anno dopo anno cerchiamo di contribuire all’edificazione della città cristiana seguendo l’insegnamento di don Francisco Elias de Tejada, ultimo poeta della Napoli ispanica, che, salendo a Civitella del Tronto nel corso di uno dei primi Incontri, sintetizzò l’agire comune con queste parole: “Per il resto, le imprese non si misurano col successo. Dio non abbandonerà i suoi. E nel peggiore dei casi, se ci nega di vedere il trionfo col metro del successo, pur sempre ci dona quella pace della coscienza del dovere compiuto, che si sintetizza nel motto per cui caddero i nostri predecessori: Senza cedere”.
Sulla base di questi presupposti, il comitato promotore degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto ha il piacere di invitare la S.V. Ill.ma al 44° appuntamento annuale che si terrà nei giorni 22 e 23 marzo 2014 per sviluppare il tema
LA TRADIZIONE COME RESPONSABILITA’
Nell’ambito dell’Incontro saranno ricordati i Martiri della Tradizione e verrà celebrata la Giornata in ricordo del Soldato Napolitano.
Per Il Comitato promotore degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto

Francesco Maurizio Di Giovine

Cavaliere Ufficiale dell’Ordine de la Legitimidad Proscrita 




Programma
Sabato 22 marzo 2014 – Sala riunioni dell’Hotel Zunica
Ore 16,00 - apertura dei lavori e saluto del presidente degli Incontri, prof. Paolo Caucci von Sauken

che preside il Convegno.
Ore 16,15 Il dott. Giuseppe Catenacci presenterà il pamphlet che lAssociazione ex Allievi Nunziatella ha realizzato per il 44° Incontro Tradizionalista di Civitella del Tronto riproponendo un raro testo del Capitano di Stato Maggiore Antonio Ulloa, ex allievo del Real Collegio Militare, dal titolo: Difesa del Castello di Civitella del Tronto.
Ore 16,30 Il molto Reverendo don Francesco Giordano leggerà una comunicazione di Mons. Ignazio Barreiro Carambula, impossibilitato a partecipare, dal titolo La Tradizione come dovere di viverla e trametterla.
Ore 17,00 Prof. Miguel Ayuso. La Tradizione come responsabilità: i principii.
Ore 17,30 - Dott. Edoardo Vitale. Saggistica e azione politica in difesa della tradizione. Antonio 
Capece Minutolo.
Ore 18,00 Dott. Cristina Siccardi. La responsabilità della tradizione. Tancredi di Barolo e Juliette Colbert.
Ore 18,30 Dott. Maurizio Di Giovine. La critica della Rivoluzione nella pubblicistica napoletana postunitaria.
Ore 19,00 Prof. Giovanni Turco. Modernità, postmodernità, tradizione.

Ore 20,00 cena comunitaria presso il ristorante dell’hotel Zunica (€. 25,00).

Domenica 23 marzo 2014
Ore 09,30 Concentramento dei convenuti a porta Napoli e corteo verso il monumento a Matteo Wade per deporre una corona in memoria di quanti si immolarono per resistere alle forze della rivoluzione.
Ore 10,15 Salita alla reale fortezza ed alzabandiera nella piazza d’armi.
Ore 10,30 Commemorazione del Soldato delle Due Sicilie tenuta dal dott. Giovanni Salemi.

Ore 11,00 Celebrazione della Santa Messa in memoria dei Martiri della Tradizione e dei caduti Napoletani.
Ore 12,15 Visita alla Reale fortezza.
Ore 13,30 Colazione a conclusione dell’Incontro presso l’Hotel Zunica (€. 30,00)





SISTEMAZIONE ALBERGHIERA


Hotel Zunica, Tel. 0861/91319 fax 0861/918150
Camera singola: €. 55; doppia €. 70; tripla €. 90; quadrupla €. 100


Hotel Fortezza, Tel. 0861/91321 fax 0861/918221
Camera singola: €. 37; doppia €. 48; tripla €. 65; quadrupla €. 70


B & B La collina degli Ulivi
Situato ad un chilometro da Civitella del Tronto
Per le prenotazioni telefonare al n. 328 1785058 e chiedere di Ermanno


A Ponzano (frazione a 3,5 km. da Civitella)
Hotel Ermocolle, Tel. 0861/91120 fax stesso numero Prezzo da concordare alla prenotazione

A Sant’Egidio alla Vibrata (paese a 5 km. da Civitella)
Hotel Concorde, Tel. 0861/842406 fax stesso numero Prezzo da concordare alla prenotazione
Hotel Scacco Rosso, Tel. 0861/843139 Prezzo da concordare alla prenotazione
Ad Ancarano (paese a 4 km. da Civitella)
Parkhotel, Tel. 0861/87
Prezzo da concordare alla prenotazione



Durante lIncontro funzionerà un banco libri della buona stampa. 

mercoledì 5 marzo 2014


CAPUA: Giovedi 6 marzo 2014  alle ore 18,00, organizzato dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie ed in particolare dal suo presidente, l'instancabile comm. Giovanni Salemi, il dr. Edoardo Vitale, magistrato napoletano ed editore dell’Alfiere, parlerà ai ragazzi del Liceo Garofano di Capua sul tema: “Storia Proibita delle Due Sicilie”, tema di grande interesse già trattato con grande successo presso il Liceo Cortese di Maddaloni.
il dr. Edoardo Vitale, durante il suo riuscitissimo intervento presso il Liceo Nino Cortese di Maddaloni

Il cielo